domenica 26 aprile 2009

Mundus subterraneus Liber sextus


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Lo speleo club roma ringrazia l'amico Bruno Chiarelli per averci dato la possibilità di entrare in possesso e condividere con il mondo speleologico la meravigliosa opera 'Mundus Subterraneus'

venerdì 17 aprile 2009

Mundus subterraneus Liber quintus


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Lo speleo club roma ringrazia l'amico Bruno Chiarelli per averci dato la possibilità di entrare in possesso e condividere con il mondo speleologico la meravigliosa opera 'Mundus Subterraneus'

giovedì 16 aprile 2009

CNSAS.Cai per Abruzzo


Dal nostro Claudio Giudici

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha predisposto un apposito
conto corrente per aiutare i colleghi dell'Abruzzo (leggete sotto la mail del
Presidente Baldracco).
Ciascuno disponga come crede e può.
Diamone massima divulgazione.

Saluti
Claudio

Come anticipato nei giorni scorsi , ho provveduto ad aprire un conto corrente
con zero spese presso la nostra banca , Banca Popolare di Sondrio, ag. di
Milano, finalizzato alla raccolta fondi da destinare ai nostri
uomini,colpiti nei loro averi, dal terremoto.

Gli estremi del conto sono:

Conto corrente 2300/5
Intestato a :CNSAS.Cai per Abruzzo
IBAN: IT80 Q056 9601 6000 0000 2300 X05


La nostra sottoscrizione è aperta non solo a tutti i componente del CNSAS, ma
in accordo col Presidente Generale del CAI, Annibale Salsa, a tutti i soci
dello stesso e agli amici del Soccorso alpino.

Gli estremi e la finalità della sottoscrizione verrà divulgata sul sito del
CAI, sullo Scarpone e sulla Rivista oltre che naturalmente sul “Soccorso
Alpino- Speleosoccorso”.

Le somme raccolte, verranno integralmente devolute ai nostri volontari
Abruzzesi che nonostante avessero la casa danneggiata o distrutta hanno
operato senza sosta in favore della popolazione.

I parametri di assegnazione saranno oggetto di valutazione col Presidente
abruzzese in occasione della imminente Assemblea di maggio.

Prego tutti di attivarsi ai vari livelli per far sì che la sottoscrizione
abbia il maggior successo possibile

Cordiali saluti

Pier Giorgio Baldracco
Presidente Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico

Via Petrella, 19
20124 Milano
tel 02 29530433
fax 02 29530364
segreteria@cnsas.it

martedì 14 aprile 2009

SCR 80/82 Notiziario n.4



Clicca qui per scaricare il Notiziario Speleo Club Roma n.4 Luglio 80/Ottobre 82

Buona lettura

Mundus subterraneus Liber quartus

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Lo speleo club roma ringrazia l'amico Bruno Chiarelli per averci dato la possibilità di entrare in possesso e condividere con il mondo speleologico la meravigliosa opera 'Mundus Subterraneus'

mercoledì 8 aprile 2009

Pagina emergenza Abruzzo



Vedemecum emergenza regione lazio

LA NUOVA ACROPOLI

NOTA DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE
Mercoledì 8 aprile 2009

TERREMOTO, IL VADEMECUM DELLA PROTEZIONE CIVILE PER AIUTARE L’ABRUZZO.

Arrivano senza sosta da lunedì scorso centinaia di segnalazioni al numero verde della Protezione civile regionale per offrire con gesti concreti aiuto alla popolazione colpita dal sisma. Per chi vuole dare la propria disponibilità a impegnarsi come volontario, per l’accoglienza, per donazioni in denaro, offerta di cibo e viveri, vestiario, elettrodomestici e altri beni di utilità, ecco il vademecum della Protezione civile regionale su come comportarsi correttamente e fare arrivare il proprio aiuto alle vittime del terremoto Abruzzo.
DIVENTARE VOLONTARI. I singoli cittadini e i gruppi che non fanno già parte di associazioni di volontariato collegate alla Protezione civile e volessero partecipare direttamente in Abruzzo agli aiuti possono rivolgersi al responsabile Protezione civile del proprio Comune di residenza, che fornirà le indicazioni per rendersi utili in prima persona e le associazioni da contattare.
DONAZIONI IN DENARO. La Protezione civile regionale raccomanda di effettuare le donazioni in denaro, intestate alla Regione Abruzzo, sul conto corrente postale 10 400 000 o sul conto corrente bancario con IBAN IT 69 0300 21530 0000 41 0000000 con causale “Regione Abruzzo - donazione per il sisma”.
ACCOGLIENZA. I cittadini del Lazio in grado di offrire disponibilità per posti letto o abitazioni non utilizzate possono chiamare la Protezione civile regionale al numero 803 555.
DONARE IL SANGUE. È pubblicato nello “Speciale terremoto” sulla homepage del sito della Regione Lazio (www.regione.lazio.it) l’elenco dei centri dove donare il sangue.
CIBO E VESTIARIO. Tutte le offerte di beni alimentari e vestiti nuovi vanno portate alla Croce Rossa Italiana.
Per qualsiasi ulteriore informazione si può contattare la Protezione civile regionale al numero verde 803 555.

(ASCA) - Roma, 8 apr - Arrivano senza sosta da lunedi' scorso centinaia di segnalazioni al numero verde della Protezione civile regionale per offrire con gesti concreti aiuto alla popolazione colpita dal sisma. Per chi vuole dare la propria disponibilita' a impegnarsi come volontario, per l'accoglienza, per donazioni in denaro, offerta di cibo e viveri, vestiario, elettrodomestici e altri beni di utilita', ecco il vademecum della Protezione civile regionale su come comportarsi correttamente e fare arrivare il proprio aiuto alle vittime del terremoto Abruzzo. DIVENTARE VOLONTARI. I singoli cittadini e i gruppi che non fanno gia' parte di associazioni di volontariato collegate alla Protezione civile e volessero partecipare direttamente in Abruzzo agli aiuti possono rivolgersi al responsabile Protezione civile del proprio Comune di residenza, che fornira' le indicazioni per rendersi utili in prima persona e le associazioni da contattare. DONAZIONI IN DENARO. La Protezione civile regionale raccomanda di effettuare le donazioni in denaro, intestate alla Regione Abruzzo, sul conto corrente postale 10 400 000 o sul conto corrente bancario con IBAN IT 69 0300 21530 0000 41 0000000 con causale ''Regione Abruzzo - donazione per il sisma''. ACCOGLIENZA. I cittadini del Lazio in grado di offrire disponibilita' per posti letto o abitazioni non utilizzate possono chiamare la Protezione civile regionale al numero 803 555. DONARE IL SANGUE. E' pubblicato nello ''Speciale terremoto'' sulla homepage del sito della Regione Lazio l'elenco dei centri dove donare il sangue. CIBO E VESTIARIO. Tutte le offerte di beni alimentari e vestiti nuovi o usati vanno portate alla Croce Rossa Italiana. Per qualsiasi ulteriore informazione si puo' contattare la Protezione civile regionale al numero verde 803 555.


Da Maria Fierli
Da parte di una mia amica
L'associazione "Nuova Acropoli" fa parte della Protezione Civile di
volontariato ed è attivamente impegnata in questo frangente per aiutare
le popolazioni terremotate.

A questo proposito lancia un'appello al
quale ognuno di voi può rispondere.

Stanno raccogliendo beni di prima
necessità da poter portare sui luoghi della disgrazia, di sotto riporto
un elenco indicativo, considerate le date di scadenza dei prodotti per
favore:

- Pasta/Riso
- Caffè/the
- Farina
- Biscotti/Fette biscottate
- Olio
- Scatolame vario (tonno, fagioli, ceci ecc.)
- Succhi di
frutta
- Podomodori Pelati
- Bottiglie di acqua
- Sale (grosso e fino)
- Zucchero
- Frutta secca
- Latte a lunga coservazione

-
Pentolame/Macchinette per fare il caffè
- Posate, piatti e bicchieri in
plastica, /tovaglioli di carta
- Carta igienica
- Pannolini per bimbi e
per donne
- Saponette/Shampoo/Bagnoschiuma, prodotti per la pulizia
personale in genere
- Asciugamani/Phon/spazzole
- Coperte
- Stronifacci
da cucina
- Lenzuola

Considerate che non hanno più nulla e quindi
qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente di portare ben venga,
ripeto però, tenete conto della scadenza e, soprattutto dell'utilità.

LA NUOVA ACROPOLI SI TROVA IN VIALE TRASTEVERE N. 28 ED IL NUMERO DI
TELEFONO AL QUALE RISPONDONO (dalle 18,30 in poi) E' IL SEGUENTE:
06.5896514.

E' probabile che occorrano anche mezzi (auto private,
furgoncini ecc.) per portare tutto ciò ma, sia chiaro, il tutto
coordinato dall'Associazione che è autorizzata anche a passare nei
luoghi del disastro e che organizzerà i tempi ed i modi delle
spedizioni.

Grazie

Carla Bellagamba

Emergenza terremoto Abruzzo

La Protezione Civile Abruzzo, rende noto, che non è possibile per il momento
accogliere volontari civili privati. Tutte le attività di emergenza sono
svolte per ora dalle autorità competenti e dalle associazioni di
volontariato autorizzate. I volontari privati potranno essere accolti in un
periodo successivo alla prima emergenza.

sabato 4 aprile 2009

Mundus Subterraneus Liber tertius

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Liber tertius04
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Lo speleo club roma ringrazia l'amico Bruno Chiarelli per averci dato la possibilità di entrare in possesso e condividere con il mondo speleologico la meravigliosa opera 'Mundus Subterraneus'

giovedì 2 aprile 2009

Missione 'Il bollito perduto'

MISSIONE “ IL BOLLINO PERDUTO”


PARTECIPANTI : Silviona
Luisona
Macello
Cecenia
Nesia

DESTINAZIONE : monte di Cambio sui monti Reatini

RELAZIONE :

L’appuntamento è alle ore otto a Capòrio ( o Caporio, non abbiamo ancora deciso, ma tanto sono nello stesso posto ! ), e logicamente arriviamo tutti in ritardo!
La prima cosa che noto è la mancanza di papàMicciurin e del Ceccarelli, che hanno preferito recarsi su un’altra montagna ( tutta loro ), perché speravano che noi, orfani, ci perdessimo in mezzo a qualche bel fitto bosco!
Ma non avevano preso in considerazione la carta della Silviona e la bussola della Luisona!
Dopo una rapida consultazione con la cassiera del bar riguardo la strada da seguire per raggiungere il paese di Albaneto, ci mettiamo in marcia verso la nosta mèta.
Raggiungiamo il paesello e cerchiamo il punto dove parcheggiare le auto e cominciare il mitico sentiero 4B.
Lasciamo le macchine, cominciamo a camminare e troviamo quasi subito il segnavia giallo e rosso del CAI. Dopo aver fatto un bel dislivello realizziamo che quello all’inizio è l’unico segnavia che abbiamo trovato. Che il Cai di Rieti risparmi troppo sulla vernice?!
A questo punto ricorriamo alla carta e alla bussola!
“ Allora, noi dobbiamo andare verso Nord.”, “ Ma no, dobbiamo andare a Sud-Est, e il monte Cambio è a Ovest.”, “ Ma no, il Cambio è alla nostra destra…e dovrebbe essere sulla sinistra!”, “ Ma no, il Cambio è a sinistra perché abbiamo fatto una curva!”, “ Ma no, torno a ripetere che il sentiero è giusto, è il Cambio che si è spostato e senza avvertirci, per giunta! “, “ No no, il Cambio è sempre al suo posto, siamo noi che siamo partiti dal paese sbagliato!”, “ Va bè, mo che se fa?”, “ A regà, la carta canta, il sentiero adesso gira verso Sud-Est!”, ma dato che la carta canta e la bussola suona il sentiero gira verso Nord-Ovest… .
Arriva un cacciatore che è poco pratico di queste montagne, ma è sicuro di una cosa: noi non siamo sul sentiero 4B, ma su una strada forestale, non segnata in carta!
E MO ?!?
“E mo scendiamo fino al segnavia ( praticamente alle macchine!) e riprendiamo il sentiero.” E via tutti giù!
“ E mo saliamo con la bussola fino alla cresta e da lì vediamo il da farsi.”. E via tutti su!
“ Secondo me è meglio scendere e ritrovare il sentiero, sennò ce perdemo.”. E via tutti giù!
“ Secondo me si vede meglio dalla cresta.”. E via tutti su!
E già abbiamo fatto 500 mt. di dislivello in 300 mt lineari, un bel record, penso!
“ Io continuo a sostenere che dobbiamo raggiungere la cresta!” E giù!
“ E io continuo a sostenere che dobbiamo cercare il segnavia!” E su!
No, no, non mi sono sbagliata, è che ormai si sono scaldati gli animi e chi vuole raggiungere la cresta scende, e chi vuole raggiungere il segnavia sale!
Luisona prende in mano la situazione “ Su, su stiamo calmi!”.
I suoi “su , su” sono mal interpretati e presi come incitamento a salire…si riparte verso la cresta!
Le ultime centinaia di metri di non sentiero sono massacranti, si sale quasi verticalmente!
“ Gli alberi si diradano, la cresta, siamo in cresta!” Seee, magari! Gli alberi si diradano, ma non siamo affatto in cresta, manca ancora un po’ di salita!
Qualcuno viene colto da crisi di sconforto e vuole un elicottero, uno qualsiasi, oppure pernottare lì, ma non sarà questa salita a fermarci, quindi via, si riparte e si arriva alla mitica cresta, che esiste veramente, non è una leggenda! E la Silviona, la prima a raggiungerla, trova anche i segnavia! Ora sorge spontanea una domanda: perché il CAI di Rieti segna il sentiero di cresta se non segna il modo per arrivarci? Non potrebbero usare la vernice dal basso piuttosto che portarsi tutto il peso fino in cresta? Ma, va a capì, ‘sti Reatini so proprio strani.
Il manipolo di eroi raggiunge anche l’inizio ( o la fine, secondo da che parte lo si guarda! ) di quello che doveva essere il loro sentiero di salita, che ora diventa quello di discesa. Ma non prima di compiere l’ascesa del monte di Cambio, la vetta più alta dei monti Reatini. E la più sperduta potremmo aggiungere!
I nostri orfani di papàMicciurin, ormai consapevoli della loro abilità con bussola e carta, cominciano a scendere facendo bene attenzione ai segni giallo-rossi, che ora abbondano lungo il sentiero! Abbondare è una parola grossa, ma da niente a un segno ogni 300 mt. è abbondare!
Si sa che i Reatini hanno un brutto rapporto con la vernice, quindi ad un certo punto i segni riscompaiono e…seguiamo quelli forestali, che poi scompaiono anche loro! Rimane una sola cosa da seguire: il naso! Il naso, la bussola e la carta ci portano verso la strada su cui sono le nostre macchine passando all’interno di un campo scout. Gli scout ci guardano un po’ “basiti”, in fondo veniamo da 10 lunghe ore di camminata fuori sentiero, di ricerca di pallini giallo-rossi e di dubbi su quale sia la strada giusta!
Si arriva alle macchine e si ha la certezza dell’errore della mattina, pur se segnato non avremmo mai trovato il sentiero 4B perché avevamo parcheggiato troppo avanti!
Decidiamo di andare a Leonessa per una sana e meritata cena in trattoria. Lì giunti capiamo anche che le nostre ricerche giornaliere non sono ancora terminate: tutte, ma dico tutte, le trattorie di Leonessa sono chiuse causa festa paesana, e ci dobbiamo accontentare di una pizzeria.

N.B. Durante la discesa abbiamo anche visto quello che poteva essere l’ingresso di una grotta, ma che abbiamo deciso essere solo una tana, in quanto non sapremmo più come ritrovarlo!
N.B.1. Durante le varie disquisizioni su dove andare e non andare, Cecenia è stata colta da un lampo di genio ed ha partorito una delle più geniali idee degli ultimi 10 anni, con cui tutti i partecipanti all’uscita si sono trovati concordi, e che non appena sarà definita sbalordirà anche il resto del mondo speleologico!

Relazione personale e ...per pochi eletti

RELAZIONE PERSONALE E … PER POCHI ELETTI

MISSIONE: RAVA BIANCA

COMPONENTI: Alessandro ( il Possenti )
Macello
Netta
Paola
Paolo ( il zio )
Rosalba

RELAZIONANTE: Gigia


La giornata comincia con la solita levataccia all’alba e con la lieta?! sorpresa dell’arrivo del Possenti durante la notte ( a differenza di Cecilia non aveva proprio potuto non ascoltare il richiamo della Rava ! ).
Vedendo che il Possenti non si sveglia, e soprattutto offesa perché ha evitato di farsi coccolare da me quando è arrivato , decido che forse con una bella slurpata in faccia allieterò il suo risveglio e sicuramente lo accellererò .
Dopo una abbondantissima colazione si parte , logicamente in ritardo sui tempi previsti !
L’avvicinamento a detta del zio Paolo è di 40 minuti , secondo quello che hanno potuto appurare gli altri è di un’ora abbondante .
Arriviamo all’imbocco della grotta , un enorme pozzo profondo 70 metri , e tutti cominciano a pensare che non è bello perdersi da quelle parti con la nebbia .
A quel punto comincia la vera e propria missione ( ACQUA FREDDA , ACQUA CHIARA ) , e… anche i problemi .
Mentre il zio riarma il 70 Macello comincia una furiosa lite con il delta che non attaccato all’imbrago si chiude , attaccato all’imbrago no .
Netta litiga con la tikka finta perché non si vuole accendere , e poi litiga con il croll che a suo dire è rimasto in macchina e invece si è solamente nascosto tra le foglie perché non se la sente di affrontare la risalita della Rava .
Finalmente si entra in grotta e tutti si rendono conto che è veramente splendida , più di come la descriveva il zio .
Paolo nel frattempo si rende conto che i suoi calcoli di essere in un’ora e mezza tutti al vecchio fondo erano troppo rosei, in quanto in quel lasso di tempo sono tutti… sotto al 70 .
A quel punto il zio decide che il gruppo proseguirà compatto fino al vecchio fondo , poi lui e Netta scenderanno fin sotto il 60 mentre gli altri cominceranno a risalire .
Ma in questi suoi calcoli il zio non tiene conto della sfrenata attrazione di Netta per l’acqua !
Infatti la suddetta attaccata alla corda sotto un pozzetto e sopra ad una bellissima e limpidissima pozza d’acqua segue a metà il consiglio del zio e prende lo slancio per superarla , ma lo slancio preso con un piede solo non funziona , a meno che uno non voglia farsi un bel bagno , cosa che a Netta riesce benissimo !!
Comunque il piano ”A” continua a stare in piedi sino al momento in cui ai due si unisce il Possenti , a quel punto infatti Netta decide che non è quella la grotta in cui testare la sua resistenza al freddo e comunica che comincia la risalita , lasciando il zio e il Possenti che scendono oltre la strettoia e gli altri che mangiano sopra al vecchio fondo , ma soprattutto smadonnando in turco contro la sua idiozia e rosicando come un castoro per non essere con il zio . ( la prossima uscita alla Rava la farà sicuramente con la muta . )
Durante la risalita del 70 Netta ha varie visioni mistiche dovute in parte alla bellezza del luogo , ma soprattutto al freddo e alla fame ( le barrette energetiche non sono propriamente ciò che il suo stomaco considera cibo ! ) .
Ognuno di loro uscendo dalla grotta , tra un rantolo e l’altro , ripete : “ oh ma che bel pozzo , oh che grotta bianca , oh che bellezza !” (io li guardo perplessa e e mi dico : “questi so proprio scemi , non ce la fanno manco a parlà e dicono oh che bello”. )
L’ultimo a uscire è il Possenti che disarma ( il difficile per gli altri è stato dargli la libera dato che lui dormiva sotto al pozzo e pensava di sognare) , mentre Netta e Paola si avviano alle macchine cercando di convincermi a seguirle , ma io sto col zio perché c’è il rischio che quelle due si perdano .
Durante la discesa Netta e Paola Caschi Male incontrano tre mucche che le guardano non proprio bene e che possiedono lunghe corna , ma arrivano alla macchina indenni . ( Netta ha comunque rischiato l’infarto in quanto non tutti sanno che , dopo essere stata infastidita da una mandria di mucche durante la raccolta degli orapi , ha un po’ paura di quei ruminanti che considerava così placidi .)
Il gruppo arriva finalmente in pizzeria , vera meta finale ( in quanto è risaputo che tutti gli speleologi vanno in grotta solo per avere poi la scusa di andare a cena ! ) , e lasciandomi in macchina , cosa che io non trovo giusta perché in fondo io li aspetto sempre fuori dalle grotte e se volessero offrirei loro anche un po’ delle mie crocchette .
Però quella non è certamente una giornata fortunata per Netta , infatti in cucina il pizzettaro si dimentica due pizze , quella dell’allegra bagnante e di Paola Caschi Male che l’aveva seguita nella scelta .
La cena si conclude con un’eclatante rivelazione , qui riportata testualmente , Paolo rivolto al Possenti , dice :” Era tanto che io e te non andavamo in grotta insieme , ne avevo proprio voglia .”.
A quel punto Netta si rende conto che non è stato un caso che solo a lei Paolo ( forse sobillato anche da Cecilia che non era del gruppo in quanto faceva il cerotto a casa ) abbia consigliato di superare il pozzangherone con lo slancio , ma era un piano PREMEDITATO per farla finire in acqua e continuare l’escursione da solo col Possenti impedendole di vedere il mitico pozzo da 60 !!!
Risollevata da questa scoperta , e potendo dare la colpa al zio anziché alla sua imbranataggine , Netta conclude di poter evitare di appendere il croll al chiodo , almeno fino alla prossima puttanata .
Dopo una lunga disquisizione sulla composizione delle macchine per il rientro , ci sono i consueti baci e abbracci , poi tutti a ninna…soprattutto io e il zio che ci addormentiamo fuori la pizzeria e ci si sveglia a Carbognano .

Uscita di corso all'Ovito di Petrella

USCITA DI CORSO DEL 20-11-2005 ALL’OVITO DI PETRELLA

PARTECIPANTI S.C.R.: COPPONI GIORGIO,
GEMIGNANI FLAVIA,
GIGANTE CECILIA,
REM-PICCI M.ANTONIETTA

CORSISTI : COSTANT AURELIE,
MANGONI LORENZA,
ROMANELLI CRISTINA,
SILVI ISABELLA,
VALSECCHI SERGIO


Tutte le squadre hanno appuntamento al piazzale del Verano alle sette di domenica mattina, io e Cecilia ( per la gioia di Flavia!!) diamo appuntamento ai corsisti a Rebibbia…meglio partire dal carcere che dal cimitero!
Una volta tanto Cecilia è puntuale, alle 6,45 sotto casa sua…e io arrivo tardi e con la macchina inutilizzabile, quindi arriviamo all’appuntamento a Rebibbia in ritardo ma…nessuno si stupisce!
Io e Cecilia, da “fiurbe” quali siamo, dicendo agli altri “ci vediamo davanti alla grotta” partiamo veloci e scattanti per andare a recuperare le chiavi della sbarra al solito bar. Arrivate lì scopriamo con disappunto che le chiavi sono state riconsegnate alla comunità montana “che si trova a Avezzano e poi tanto è chiusa che è domenica!” Per consolarci un po’ facciamo colazione e poi andiamo dagli altri.
Ormai non rimane altro che cambiarci su strada e arrivare all’ingresso della grotta a piedi. Siamo ormai pronti ad avviarci quando arrivano due simpaticcissimi signori con le chiavi che ci fanno entrare e ci lasciano la sbarra aperta, dopo averci fatto promettere che l’avremmo chiusa uscendo.
Dopo discussioni varie su dove parcheggiare, e qui Flavia non ha voluto sentir ragioni e non ha permesso a Cecilia di lasciare la macchina sulla piazzola di atterraggio dell’elicottero, ci avviamo alla grotta. Prima scavalchiamo la recinzione di legno per le mucche, poi scavalchiamo il cancello della parte turistica, poi scavalchiamo la balaustra della passerella…sta grotta è tutto uno scavalco! Però c’è la giusta quantità di acqua, non troppa da bagnarsi, né niente come l’ultima volta che ci sono stata.
Cecilia arma la “via dell’istruttore” e io provo ad armare la “via dell’allievo”. Provo perché al secondo frazionamento metto una piastrina un po’ lenta, al terzo lentissima!! Quindi tolgo il terzo e il secondo frazionamento e mi trasferisco vicino alla via dell’istruttore ma anche sullo spit trovato nel frattempo da Cecilia la piastrina rimane trooooppo lenta. Quindi risalgo, accusando strani formicolii agli arti, e a questo punto gli allievi pensano che sia finita la gita e si torni a casa. Invece Flavia scende armata di trapano, mette un fix, decide che non le piace, ne mette un altro e risale. Riscendo io, finisco di armare e raggiungo Cecilia sullo scivolo, che nel frattempo aveva finito di armare e anche gli attacchi. Intanto Flavia e Giorgio fanno scendere gli allievi, che, accompagnati da Cecilia sullo scivolo, vengono accolti calorosamente da me sul pozzetto finale ( purtroppo non abbastanza calorosamente da scongelarli!). Dopo aver fatto gli onori di grotta, lascio gli altri e raggiungo Lorenza e Flavia sotto il primo pozzo. Flavia scende a bisbocciare con il resto del gruppo, mentre io e Lorenza cominciamo a risalire, rimpiangendo i suoi panini rimasti sotto con gli altri. Dopo un po’ di tempo ci raggiungono Isabella e Cecilia, che mi consegna il panino mandatomi da Flavia ( santa donna!), poi lasciamo Lorenza e Isabella a ricongelarsi sulla passerella e scendiamo a dare una mano agli altri ad uscire. Rimangono in grotta Flavia e Giorgio che disarmano e a cui avevamo pensato di fare un gioioso scherzetto…ma stavolta non siamo riuscite a trovare nessuno disposto a chiudere la loro macchina con le chiavi dentro e l’allarme inserito (io ci ho provato ma la macchina ha soltanto emesso strani suoni rimanendo aperta!). Uscendo troviamo una temperatura che ci fa rimpiangere quella della grotta, tanto che ci si sono congelati pure i cordini dei sacchi! Con un altro scavalco io e Cecilia rientriamo, io a riprendere le corde e i coniugi Copponi, Cecilia a rientrare in possesso delle sue piastrine ed anelli col pallino blù, infatti insegue i due disarmatori dicendo “ è blu, è mia!!”. Ci rimettiamo gli abiti civili, tranne Flavia e Giorgio che girano col passamontagna rischiando l’arresto per associazione a delinquere, e andiamo a festeggiare in trattoria dove più tardi siamo raggiunti dal gruppo del direttore felicemente uscito da Pietrasecca, che si dice di secco non abbia nulla

Monte Terminillo

USCITA DEL 12-02-2006 SUL MONTE TERMINILLO


SOCI PARTECIPANTI: BARBATI MAURIZIO
CECCARELLI GUIDO
FORCONI GIGIA
FORCONI PAOLO
GIGANTE CECILIA
GEMIGNANI FLAVIA
MOGLIAZZA SILVIA
PINTUUUS GIORGIO
PINTUUUS ELISABETTA
REM-PICCI M. ANTONIETTA
ROSSI FRANCESCO
STOPPA LUISA


SOCI ACQUISITI SUL MOMENTO : LAURETTA E MARIO

…dopo un lungo periodo di silenzio ho deciso di scrivere una nuova relazione perché ciò che ho visto domenica scorsa sul Terminillo non ha nulla da invidiare alla famosa spedizione sul monte Everest compiuta da Irvine e Mallory!
Prima di tutto il zio Paolo mi ha fatto uscire di casa all’alba perché aveva appuntamento con Mario e Netta alle 6,10…alle 6,15 ha telefonato a Netta e l’ha svegliata sennò ancora stavamo lì! Netta, molto costernata, ci ha suggerito di avviarci che ci avrebbe raggiunto lungo la strada…l’abbiamo trovata che ci aspettava prima di Rieti! Finalmente il gruppo Viterbe si congiunge col gruppo Rome…tranne Netta che era stata indirizzata dal zio e da Mario verso un luogo sbagliato!
Per fortuna dopo i rituali baci e abbracci ci dirigiamo tutti verso il bar ( io non posso entrare ) e poi al parcheggio dove tutti si cambiano per cominciare la passeggiata, che tra un po’ si fa notte.
Sin dal parcheggio io ho notato una cosa: il gruppo mi ispira molta più fiducia all’entrata di una grotta…in montagna sembrano un gruppo che va a fare una gita da Padre Pio! Solo per mettersi la crema solare hanno rischiato di far tramontare il sole, sono veramente ma veramente lenti in tutto tranne che nel decidere dove andare a cena, ci hanno messo mezzo minuto ed erano tutti concordi!
Finalmente ci avviamo e il Micciurin appena trova un pendio ghiacciato si ferma e tiene una lezione su come fermarsi usando piccozza e ramponi a coloro che non li avevano mai usati. Poi veloci come fulmini ( quando non c’è il temporale, logicamente! ) arrivano tutti al rifugio Sebastiani, e io pensando fosse quella la meta lo raggiungo prima di loro, ma la loro destinazione è la cima del Terminillo passando per il canale centrale, quindi anche se malvolentieri li seguo mogia, mogia.
Mi fermo sotto il canale perché il zio mi lascia a fare la guardia alle bacchette mentre osservo il gruppo di spelei che raggiunge la cima. In verità speravo che almeno uno di loro scivolasse per dare soddisfazione al Micciurin, però sono stati tutti bravi e nessuno è caduto. Raggiunta la cima il gruppo si divide, il zio, Mario e Lauretta tornano da me per riprendere le bacchette ( se me lo dicevano gliele riportavo io alla macchina!! ) e il resto scende dall’altro versante divertendosi un sacco a fare finta di cadere per provare a fermarsi.
Quando raggiungiamo il parcheggio veniamo sgridati molto, molto, molto da un simpatico poliziotto perché lì sulla strada che porta al rifugio c’è il divieto di passaggio ai pedoni, dato che qualcuno ( i poliziotti ) con un gatto delle nevi ha fatto cadere una slavina ( o valanga, la differenza non me la spiega nessuno! ). Dopo esserci scusati tanto, tanto, tanto ma proprio tanto col poliziotto siamo andati a Rieti a cercare un posto dove mangiare, ma io ho aspettato in macchina che tanto mi lasciano sempre fuori! Però dopo cena il zio e Mario mi hanno detto che a Rieti di domenica sera non si può mangiare, è tutto chiuso, tranne un posto molto, molto carino e, dicono, ben arredato!!

Gigia Forconi


P.S. Da notare che alla partenza sono state formate alcune “cordate senza corda”: Gigacci, Copparelli, Stoppazza ( trasformatasi lungo il percorso in Barbazza con la corda ), Pintuuus al quadrato, Gemignetti.

Pozzo Frigorillo - Supino

Uscita del 25-09-2005 a Pozzo Frigorillo a Supino
Partecipanti: Cecilia, Luisa, Marcello, Netta.




La giornata comincia con i soliti ritardi pre.-appuntamento, ma questa volta non ci si può lamentare perché la partenza fissata per le otto e trenta del mattino è rinviata di solo mezz’ora! Il problema vero, quando si ha un appuntamento ad Anagnina, è fare colazione senza prendere la mononucleosi. Problema che i quattro “fiurbi” risolvono fermandosi al primo autogrill! Tranquillizzati gli stomaci con una sana colazione, ci dirigiamo a Supino per la tappa successiva, no..non la grotta, la pizzeria della signora Fabiola! A questo punto ci dirigiamo verso la grotta. Parcheggiata la macchina nello spiazzo all’inizio del sentiero ( logicamente dopo aver fatto visita ad un casolare lì vicino perché avevamo sbagliato strada! ) si comincia la preparazione. E qui accade un fatto increscioso, uno scisma di proporzioni bibliche!! Due si cambiano subito e due decidono di cambiarsi all’imbocco della grotta creando gran scompiglio. L’avvicinamento al Pozzo Frigorillo, soprattutto con i sacchi pieni di materiale per armarlo, è un pò lungo e pure un po’ ripido, ma è molto bello soprattutto in questo periodo dell’anno. Dopo un paio di pause lungo il sentiero si arriva all’imbocco della grotta e i due “ scissi” cominciano ad indossare tute e sottotute. Poi finalmente Marcello entra e comincia ad armare, coadiuvato da Cecilia perché si era perso l’armo di partenza! Mentre io e Luisa attendevamo fuori, osservate da delle capre intente a mangiare, e Cecilia si lamentava da dentro della puzza di capra, Marcello partoriva l’armo del primo pozzetto. Ora tocca a Luisa entrare. La suddetta, dimentica che in strettoia non passa, sguiscia come un’anguilla e in un attimo da la libera! Alla base del primo pozzo c’è il cambio d’armatore e Cecilia prende il posto di Marcello, arma un magnifico topo e scende. Il magnifico topo fa toccare la corda, quindi Marcello modifica il topo e scende. Luisa scende, ma il topo tocca ancora. Netta rimodifica il topo e scende anche lei, sperando che la corda non tocchi, dato che non c’è più nessuno per modificare ulteriormente il topo! Intanto sul pozzo successivo l’anguilla Luisa comincia a lamentarsi della partenza stretta ma passa. Le lamentele si susseguono come i pozzi, ma la grotta è veramente bella ( e poi Luisa l’aveva già percorsa! ) quindi l’anguilla decide di rischiare di incastrarsi pur di rivederla! Anche io c’ero già stata, quindi a due pozzi dalla fine decido di fermarmi e aspettare che gli altri scendano al fondo. Luisa prima di scendere decide di lasciarmi il suo sacco che contiene carburo e viveri. Arrivati sopra l’ultimo pozzo i tre si rendono conto che mi hanno lasciato con tutto il cibo e rigirano immediatamente, accampando scuse del tipo “ non volevamo lasciarti sola” o “ dovevo scarburare”, ma io lo so quello che hanno pensato “ se lasciamo Netta troppo tempo da sola se magna tutto!”. Così si sono persi il fondo, anche se per poco. Si comincia a risalire mentre Marcello disarma. Luisa sale per prima seguita da me e da Cecilia. L’ordine continua fin sotto il primo pozzo dove cambia perché Luisa non vuole affrontare la strettoia per prima, quindi manda avanti me sperando che la allarghi un pochetto ( e giuro che ci ho provato!!). Esco scoprendo con gioia che non è ancora buio e che le capre non hanno mangiato i sacchi rimasti fuori, mentre l’anguilla affronta la strettoia, dove logicamente scivola! Ma dopo un po’ di patimenti anche Luisa esce tranquilla e soddisfatta. Cecilia esce portandosi il primo sacco pieno di materiale e poi esce Marcello che finisce di disarmare. Intanto si è fatto buio e si comincia a scendere alla luce delle tikke, perdendo ogni tanto il sentiero. Ma, ormai forgiati dalla famosa missione “monte di Cambio, il bollino perduto” i nostri non hanno problemi a ritrovarlo e il solo incidente è Luisa che si storce nuovamente la caviglia già distrutta l’estate scorsa! Si arriva alla macchina, ci si riveste con abiti civili e si va a cena dove si brinda all’uscita, al Pozzo Frigorillo, al menisco di Netta (che si è ben comportato nonostante la mente di Netta rifiuta ancora di potersi fidare) e al malleolo (!!) di Luisa!

Le due magazziniere al fondo di pozzo comune...Il pisolitone!

“LE DUE MAGAZZINIERE AL FONDO DI POZZO COMUNE”
“ IL PISOLITONE !”


Uscita del 03-07-2005
Partecipanti : Cecilia e Netta (Luisa è nei loro pensieri, perché doveva partecipare poi ha preferito la montagna!)



L’uscita a Pozzo Comune era prevista per il sabato ma come esercitazione della squadra CNSAS. Sospesa l’esercitazione le magazziniere decidono comunque di andarsi a vedere il famoso fondo, che hanno già tentato per tre volte. Dopo un sabato caldissimo passato a fare il trasloco del magazzino CNSAS con altri nove eletti dal fato, e dopo una cena luculliana offerta dalla famosa trattoria “Micciurin-Mogliazza”, le due magazziniere si lasciano con un definitivo “ Ce sentimo domattina quando ce svegliamo e poi partimo se ce va, ‘nsomma domani vedemo!”. Con queste premesse sembrava che il fondo saltasse per la quarta volta, ma le due magazziniere, che sembrano inconcludenti ed indecise ma non lo sono, partono all’alba ( ore 11,00 ) da Roma dirette in quel di Carpineto. Sosta preventiva al bar per caffè e gelatino, poi la preparazione e vestizione davanti alla grotta. Un caldo!!! Finalmente si entra e fa decisamente più fresco. La grotta è loro conosciuta fino al pozzo Marilù, quindi si prosegue tranquillamente senza commentare più di tanto, anche se lo spettacolo è sempre notevole. Dall’attacco del Marilù in poi la loro andatura diventa più tranquilla perché comincia la parte “sconosciuta”, quella bella. Ed è bella sul serio! Ci sono tante pozzette d’acqua, tanti saltini, in fondo ai vari pozzi bisogna fare attenzione per non bagnarsi, insomma sembra tanto di stare in forra! E bisogna soprattutto fare attenzione ai sacchi, se si bagnano addio panini! Arrivati in prossimità del “vecchio fondo” ci sono anche le “marmitte”, è veramente uno spettacolo affascinante.
“Guarda che pisolite enorme, è proprio un PISOLITONE!”. Poi le due ( chiamate da taluni “sorelle Masserizzia, da talaltri “Rambe”), ma per noi le magazziniere, cominciano a risalire, dopo essersi rifocillate con panini al gorgonzola e acqua. Cecilia affronta per prima la salita e, ad un certo punto, lungo il pozzo risuona
“ Rivoglio le mie venti pompe!”. Netta rimane un attimo interdetta, ma durante la sua salita del pozzo capisce a cosa si riferiva Cecilia. Le due magazziniere a forza di andare in montagna, farsi male, andare in forra hanno perso un po’ di allenamento a pedalare! La salita continua comunque tranquilla, si chiacchiera del più e del meno, si continua ad ammirare la grotta e improvvisamente ci si ritrova sopra al Marilù.
“ Semo fora!” Effettivamente c’è ancora qualche saltino e il 19 da superare, ma quella parte è talmente conosciuta! Semo fora un cavolo! Sul 19 a Netta si incastra la corda tra due rocce, quindi la salita è moooolto lenta e secondo lei trooopo lunga, ma…finisce. Le due magazziniere tornano soddisfatte alla macchina, altro caffè e poi via tutti a Roma. E poi a Canepine!